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La regione sublacense si estende lungo la valle dell' alto Aniene, che scorre, in questo suo primo tratto, tra gole strette, chiuse da monti che formano la ca- tena dei Simbruini. La zona, i cui centri più noti era- no Trevi e Affile, in origine fu abitata dagli Equi. Es- si, in alleanza con i Volsci, difesero a lungo e accani- tamente la loro indipendenza contro i Romani, ma dopo una lotta secolare furono definitivamente sog- giogati negli anni 304-302 a.C. I Romani, subito do- po la conquista, pensarono di utilizzare le acque del- la regione per uso dell'Urbe. Gli acquedotti furono quattro: l'Anio Vetus (iniziato nel 272 a.C.), l'acqua Marcia, l'acqua Claudia e l'Anio Novus: questi ulti- mi furono iniziati da Caligola (38 d.C.) e terminati da Claudio. Nerone, seguendo forse il tracciato di anteriori bacini naturali, fece sbarrare la valle in tre punti, costituendo così tre laghi artificiali. Si deve ap- punto a questi laghi il nome di Subiaco (Sub-lacus). A destra e a sinistra dei laghi Nerone fece costruire una grandiosa villa, e per accedervi costruì per pri- mo la via Sublacense, staccandola dalla Tiburtina- Valeria. Traiano costruì un'altra sontuosa villa sui non lontani altipiani di Arcinazzo, e tuttora se ne ve- dono resti notevoli. Gli imperatori che seguirono non abbandonarono le costruzioni esistenti nella re- gione: cosicché al tempo di S.Benedetto la via Sub- lacense, le ville imperiali e gli acquedotti erano anco- ra in buone condizioni. |
![]() Veduta della valle sublacense. |