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Europa / Problemi attuali
Come avviene per la Chiesa d'Europa, così anche i monaci benedettini si lasciano interpellare da due pro- blemi fondamentali: le relazioni con il mondo e l'incon- tro tra il Vangelo e le varie realtà religiose. Dovendo fare i conti col secolarismo, i monasteri hanno avuto modo di stare ben attenti nel semplificare taluni aspet- ti della loro vita, con un'apertura notevolmente larga; il lavoro della foresteria, in particolare, non ha mai cessato di aumentare ed i monaci non vi si sono mai sottratti, cedendo talora a quell'angoscia tipica delle società moderne. A questa attenzione particolare hanno contribuito anche la ricerca di un lavoro red- ditizio ed i numerosi contatti col mondo imprendito- riale e del commercio. Tuttavia i monasteri d'Euro- pa hanno sempre saputo conservare un carattere ed una evidenza «religiosa» che è talvolta venuta meno presso loro confratelli, più immersi nell'impegno del sociale. Parallelamente, in confronto ad un ritrovato interesse per i problemi religiosi e spirituali da parte dei loro contemporanei, i monasteri vogliono essere luoghi di accoglienza per i gruppi di preghiera e ar- ricchirsi nello scambio reciproco con le nuove forme di comunità. Generalmente vivono un reale interesse per l'ecumenismo e prendono parte agli incontri che si organizzano con le grandi religioni. Cercano anche di sensibilizzarsi sui problemi posti dalle sette di ogni sorta, nel movimento del New Age. Essi sono, nella Chiesa contemporanea in Europa, dei luoghi privile- giati in cui è possibile affrontare e fare emergere tali questioni. Bisogna però mantenere un equilibrio tra due possibili estremi: né la secolarizzazione della vi- ta religiosa, né l'eccesso di religiosità portano una soluzione per i problemi e le sfide poste dalla società occidentale. Tanto l'una quanto l'altra questione van- no affrontate assieme alla luce del vangelo, nella gra- zia dello Spirito Santo.
Luogo privilegiato per rimettere in questione in manie- ra profonda e permanente, i monasteri possono aiuta- re a non cedere ai miraggi del secolo; luoghi privile- giati di esperienza religiosa, possono altresì aiutare a non favorire alcun eccesso esoterico o pseudo-misti- co, rispettando la norma del sano equilibrio dell'espe- rienza spirituale evangelica. In questo modo, sottra- endosi alle tentazioni di una nostalgia passatista o di un escapismo verso un ipotetico futuro; di una clausu- ra fine a se stessa o di una dispersione nelle cose del mondo, il monaco benedettino europeo oggi si sfor- za di vivere giorno per giorno il dono dello Spirito Santo con gli strumenti della preghiera, della lectio e del lavoro in una comunità fraterna, sotto la guida del Vangelo. Plasmati delle varie circostanze della loro storia, differenti tra loro per quanto riguarda le attivi- tà connesse, i monasteri benedettini cercano secon- do il modo loro proprio di dare una risposta alle pro- blematiche attuali in materia di religione, in Europa: tra queste, le sfide della secolarizzazione per quanto concerne l'antropologia e, per contro, lo scontro tra l'interesse per il sacro nell'uomo contemporaneo e l'esperienza cristiana del Vangelo. Lo fanno in una comunione sempre più allargata con le Chiese dioce- sane e tutta la comunità cattolica, particolarmente per quei legami sviluppati tra monasteri del mondo intero, e specialmente dei Paesi più poveri, ma ricchi di fon- dazioni; lo fanno altresì coltivando relazioni fraterne col monachesimo non cattolico e col monachesimo non cristiano, affinché, oltre ciò che è solo apparen- za, si manifesti in essi veramente la koinonia di Dio.
 

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