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Chi entra nella Chiesa Superiore del Monastero di San Benedetto, non può non essere colpito dalla “Crocifissione”, opera davvero imponente del Maestro trecentesco del Sacro Speco, dipinta nella parete di fronte all’ingresso. Il corpo di Gesù, disegnato con veridicità e con seria partecipazione, è accompagnato da numerosi particolari, che costituiscono mere “isole” compositive e cromatiche, non stonate rispetto all’unità dell’opera. Un sapiente gioco di sguardi e di gesti, infatti, ricompone il tutto e lo spettatore stesso ne è coinvolto. La sua attenzione è attratta dal volto sereno di Gesù morto e poi scorge i tanti episodi secondari, ma importanti, quali il gruppo delle pie donne, quello degli armati e dei notabili, che si muovono sul pendio o tra le croci, gli angeli sgomenti, i ladroni vigorosamente legati, la Maddalena che tende la mano, giovani del tutto indifferenti, i soldati che giocano a dadi per spartirsi le vesti e colei che regge il corpo di Maria svenuta, di giottesca ispirazione. La parete, a destra di chi entra, è divisa in tre zone o registri. Nel registro inferiore sono rappresentati: “Il Tradimento di Giuda” con conseguente “Fuga degli Apostoli” e, ancora più a destra, “La Flagellazione”. In questi affreschi è evidente l’impostazione generale del Maestro trecentesco, ma anche la mano degli Aiuti. Ne “La Flagellazione” la prospettiva appare trascurata, soprattutto se si guarda la colonna di un piccolo loggiato a volta, alla quale è legato Gesù. Nel registro mediano, è rappresentato “Il Giudizio di Pilato” e “Il Viaggio al Calvario”, con grande ricchezza di particolari ed imponente movimento di personaggi. Ne “Il Giudizio” è descritta la città trecentesca con mura merlate alla guelfa, terrazze e loggette; Pilato è rappresentato come un giudice medioevale di fronte a Cristo in veste regale. Ne “Il Viaggio al Calvario” si assiste al galoppo di Armati tra soldati e popolani e al centro Trombettieri schierati in duplice fila, che introducono al camminare di Gesù, preceduto e seguito da persecutori, ladroni e soldati. L’affresco del terzo registro, rappresenta “La Pentecoste”, descritta secondo il modo tradizionale: i dodici Apostoli, identificabili dal nome sottoscritto, sono seduti, in atto di ricevere le lingue di fuoco. Anche la parete di sinistra, a destra della Crocifissione, è divisa in tre zone. Nel primo registro è rappresentata: “L’entrata in Gerusalemme di Gesù”, accolto da fanciulli in festa e da canti di giovani, ma nelle facce dei Notabili della città è evidente il presentimento della imminente sciagura. Un poco più avanti sta l’affresco delle “Marie al Sepolcro”, nel quale il Maestro ha ripreso le Marie di Duccio da Boninsegna. Nel secondo registro l’affresco rappresenta “L’Incontro di Cristo con la Maddalena”. La donna è tesa verso Gesù, che inalbera la rossa bandiera crociata e le impedisce il contatto. Accanto a questo, un altro affresco rappresenta “L’incredulità di Tommaso”. Nel terzo registro è rappresentata “L’Ascensione, tra Angeli in festa, Maria, i Discepoli e le Pie Donne”. Nelle vele della volta sono dipinti i quattro dottori della Chiesa Latina, assisi su cattedre gotiche che, nel dorsale, hanno il busto di un evangelista. |