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Sacro Speco Altare Particolare
Grotta di S. Benedetto

La Grotta di San Benedetto, chiamata anche “Grotta della Preghiera”, è il principale punto di riferimento di tutto il sacro complesso.
E’ un anfratto del monte Taleo, dove, come dice san Gregorio Magno nel II libro dei “Dialoghi”, San Benedetto si ritirò a vita eremitica per tre anni, ignoto a tutti, fuorché a Dio e al monaco Romano, che dall’orlo della roccia sovrastante, mediante una lunga corda, mandava al Santo il cibo essenziale per la sopravvivenza.
In seguito al tentativo di avvelenamento da parte di Fiorenzo, parroco della chiesa di San Lorenzo, situata sulla riva sinistra dell’Aniene, San Benedetto abbandonò la grotta ed essa rimase per circa seicento anni solo luogo di preghiera per quei religiosi che vivevano nel vicino monastero di Santa Scolastica.
Nel 1090 l’abate di tale monastero, Giovanni V, dette al monaco Palombo, che gliene aveva fatto richiesta, il permesso di stabilirsi nelle immediate vicinanze della grotta e di condurvi vita eremitica. Dopo il 1193 al Sacro Speco si insediò una comunità di dodici monaci, con una propria amministrazione, guidati da un priore dipendente dall’abate di Santa Scolastica, e la roccia nella quale la grotta è inserita subì adattamenti e modifiche strutturali, per agevolarne l’accesso e consentire il normale svolgimento della vita monastica.
Il papa che, in quel periodo, maggiormente ebbe a cuore l’esperienza benedettina, fino a riformarla, fu Innocenzo III, che andò spesso a Subiaco e valorizzò lo Speco. Ancor oggi è possibile ammirare, all’interno della grotta, un paliotto d’altare di quell’epoca, opera cosmatesca, testimonianza del gusto che i marmorari romani allora diffondevano.
Alla fioca luce delle dodici lampade si può vedere, inoltre, la bianca statua opera di Antonio Raggi, allievo del Bernini, che raffigura il giovane Benedetto in preghiera, con le braccia sul petto e gli occhi rivolti alla croce. La nuda roccia accresce la profonda suggestione del luogo, nel quale non fu e non è difficile “cercare” e trovare Dio.

 

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